Whistleblowing ora è legge

Si è concluso il 15 novembre scorso l’iter per l’approvazione del provvedimento “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” che ora è divenuto legge.

Il testo resta quello validato al Senato il 18 ottobre 2017 che stabilisce un doppio binario per le segnalazioni in ambito pubblico e privato.

In proposito, la norma riscrive l’articolo 6 del D.Lgs. 231/2001 disponendo che i Modelli debbano ora prevedere:

  • uno o più canali che consentano ai soggetti apicali e subordinati di presentare, a tutela dell’integrità dell’ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite (rilevanti ai sensi della “231” e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti) o di violazioni dello stesso Modello di organizzazione e gestione, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte;
  • almeno un canale alternativo di segnalazione idoneo a garantire, con modalità informatiche, la riservatezza dell’identità del whistleblower;
  • il divieto di atti di ritorsione o discriminatori (diretti o indiretti) nei confronti del whistleblower, per motivi collegati (direttamente o indirettamente) alla segnalazione.

Il sistema disciplinare predisposto dall’ente dovrà inoltre sanzionare l’eventuale violazione delle misure a tutela del whistleblower, nonché coloro che, con dolo o colpa grave, effettuino segnalazioni che si rivelino poi infondate.